L'OTTAVA NOTA

MUSIC ITALIA

L'OTTAVA NOTA

MUSIC ITALIA

     OLTRE L'ABISSO E' UN'OPERA ROCK

                     Fuori il singolo " Addio "

                     COMUNICATO STAMPA

OLTRE L'ABISSO " Addio "

“Oltre l’abisso” è un’opera prog-rock composta da Perry Magnani e Elisabetta Tagliati, basata sull’omonimo romanzo onirico di Elisabetta edito da Pluriversum Edizioni. La trama narra una leggenda dal profondo risvolto spirituale, ambientata sui magici appennini italiani. Bethel, capoclan celta, riceve una serie di misteriose visioni che la portano all’incontro con il druido Vessagh. La reciproca conoscenza si tramuta velocemente in un amore trascendentale, che permette di giungere alla fonte del Sé supremo. Il brano “Addio” si trova in chiusura dell’Opera Rock, nel momento in cui il druido chiede alla capoclan di iniziare una nuova vita insieme, ma lei rinuncia per amore del proprio popolo, creando una separazione dilaniante che li perseguiterà per tutta la vita. L’opera rock è in lingua italiana e suonata completamente dal vivo, sia in versione acustica (con pianoforte o pianoforte e chitarra) che elettrica (con una rock band completa). I tre personaggi sono caratterizzati da tre vocalità diverse (lirica, rock e soul), approcciate a numerosi generi musicali (folk, pop, blues, soul, rock, metal, classica, psichedelico, soundtrack) che fluiscono agevolmente tra loro e vengono riassunti dal sound prog rock. Lo spettacolo è composto di 25 brani per la durata di circa 2 ore, eseguibile anche in forma di concerto o reading musicale. Nel 2019 lo spettacolo ha debuttato in forma scenica nella Rocca di Montefiorino (MO). E’ in corso d’opera l’elaborazione di una nuova e più avanguardistica messa in scena curata dal poliedrico regista ed esecutore M°Francesco Moccia.

                                BIOGRAFIA :

OLTRE L'ABISSO

“Oltre l’abisso” è un’opera prog-rock, nata dalla stretta cooperazione tra il compositore e pianista Perry Magnani e il soprano e autrice/librettista M° Elisabetta Tagliati. La collaborazione dei due aveva già dato vita a vari brani inediti sotto il nome di "Perry & Betty Lab", ma con l'esperienza onirica di Elisabetta, da cui è scaturito il romanzo (edito da Pluriversum) "Oltre l'Abisso", i loro sforzi si sono concentrati nel dipingerne musicalmente la trama e rievocarne le atmosfere arcane (in 25 inediti per uno spettacolo di circa 2ore). Terminata la stesura dei brani sono stati selezionati gli interpreti per i ruoli ( in particolare Marcello Monti, insegnante di canto rock, yoga e meditazione nel ruolo del druido Vessagh, che ha subito sposato il progetto e caratterizzato mirabilmente il proprio personaggio) e successivamente è stata formata la band (dove il chitarrista Maurizio Melotti è stato di supporto all'arrangiamento delle parti di chitarra dai brani pensati per orchestra). Per vari mesi regia e prove musicali sono andate di pari passo per giungere al debutto nella Rocca di Montefiorino, il 20 luglio 2019. Successivamente tutti i brani sono stati riarrangiati anche in acustico per eventi minori, parallelamente alla registrazione dell'album. Il Covid ha rallentato i lavori per una nuova regia ad opera dell'esecutore, regista, attore, commediografo M° Francesco Moccia che dovrebbe debuttare nell'estate 2021. Alcuni membri della band sono cambiati, e la composizione attuale è: Sofia Mazza, correntemente iscritta al corso di Canto lirico in Conservatorio, come interprete vocale soul/folk. Maurizio Melotti ed Eleonora Daolio alle chitarre, Riccardo Bighi al basso (iscritto con Eleonora all'AFM di Bologna), Marco Pozzi alla batteria e Andrea Dondi come fonico.

INTERVISTA :

1) Chi sono gli “Oltre l’Abisso “ ? Per quanto vi riguarda, c’è differenza tra la persona e l’artista?

Elisabetta: “Oltre l’Abisso” è un’opera-rock inedita ispirata al romanzo omonimo scritto da me e pubblicato per Pluriversum Edizioni. Perry Magnani l’ha letto subito e si è sentito ispirato a trasporlo in musica. Noi facevamo già inediti ed eravamo una squadra affiatata, perciò abbiamo lavorato a lungo gomito a gomito perché la musica potesse entrare nel testo e le parole permeare al meglio la musica. Abbiamo debuttato l’opera-rock nel 2019, ma presentiamo i nostri brani anche in forma di concerto o reading musicale… nell’insieme il nostro progetto è molto versatile, può essere visto anche come un concept album. Tutti i musicisti della band e noi interpreti siamo sotto sotto dei grandi rockettari. Perry: Definirsi artista lo trovo un po’ egoistico e vanitoso, sarebbe bello che gli altri ti definissero tale perché la tua arte gli ha regalato emozioni. Comunque per rispondere alla domanda, ritengo che quando hai una passione così forte non ci sia confine fra l’uomo e l’artista. L’uomo e l’artista viaggiano di pari passo. E’ tutto quello che fa l’uomo che l’artista trasforma e sa trasformare per farlo rivivere negli altri, dalle cose più banali fino alle più profonde. Ovunque ci sono fonti d’ispirazione e chiunque può averne, ma l’artista sa coglierle, modellarle e trasformarle in un espressione dalla quale tutti possano trarne un beneficio, dall’ascolto di una canzone, al vedere un balletto, ad ammirare un quadro o una scultura. Quando l’uomo sa fare questo, l’uomo e l’artista sono una persona sola. Elisabetta: sono d’accordo con Perry, nel mio caso poi questo binomio è ancora più stretto perché “Oltre l’Abisso” è la fedele trascrizione di un mio sogno e quando interpreto Bethel (il ruolo principale) i confini si fanno particolarmente fini tra sogno e realtà, come tra vita e arte.

2) Raccontateci brevemente il vostro percorso musicale;

Perry: I primi approcci risalgono alla mia infanzia, soprattutto dedicata all’ascolto che ritengo sia fondamentale per lo sviluppo musicale. Poi sono arrivati i primi gruppi, ma sono sempre stato orientato alla composizione e i gruppi che creavo o cercavo proponevano solo inediti. Parallelamente ho seguito corsi didattici per sviluppare la tecnica, l’interpretazione e l’armonia. Ho fatto anche per alcuni anni una bellissima esperienza di cover band imparando a suonare il soul e R&B, esperienza molto costruttiva anche dal punto di vista umano che mi ha insegnato tante cose che poi mi sono riportato anche nella mia vita quotidiana e nella composizione. Elisabetta: io ho la Laurea Magistrale in canto lirico; nonostante questo ho iniziato giovanissima ad avere band e non ho mai lasciato la musica moderna, toccando praticamente tutti i generi. Tutt’ora la mia vita artistica si sviluppa su questi due binari attraverso numerosi progetti di cui (a parte collaborazioni specifiche) l’unico di inediti è proprio “Oltre l’Abisso”, in cui per ovvie ragioni scorre proprio il mio sangue. Sono abilitata come Cantoterapista e sto studiando Vocologia. Tutti i componenti di “Oltre l’Abisso” sono tecnicamente molto preparati e hanno una mentalità aperta, con grande curiosità e versatilità verso molti generi musicali (dato che tra i 25 inediti che compongono l’opera si toccano varie sonorità: dal folk, al blues, poi rock, colonne sonore, pop e classica).

3) Parlateci del vostro ultimo lavoro discografico;

Perry: Parliamo ovviamente dell’Abisso che stiamo finendo di produrre in questo periodo, sfruttando le tecnologie ondine causa Covid. Questo lavoro nasce in collaborazione con Elisabetta Tagliati, era tanto che aspettavo un ispirazione per dar vita al mio sogno di scrivere un opera rock e il romanzo di Elisabetta è stato come una visione celestiale. Ho scelto il rock progressive come genere, non solo perché mi piace, ma anche per le innumerevoli possibilità che offre di cambiare atmosfera e accompagnare molto dettagliatamente la narrazione. Elisabetta: Come dice Perry purtroppo il Covid ha messo a dura prova i nostri sforzi, il progetto è ambizioso e necessita di tanto lavoro. Per fortuna possiamo lavorare in studio in questo periodo. Abbiamo realizzato un videoclip ed alcuni altri brani che potete trovare seguendoci sul nostro profilo Spotify (Perry & Betty Lab), che verrà aggiornato man mano che completeremo la tracklist. Abbiamo realizzato anche alcune tracce acustiche dato che ci è capitato in più occasioni di presentare il nostro lavoro in questa forma e abbiamo trasposto l’intera scaletta anche in questa modalità. Certo dovendo scegliere non rinnegheremmo mai l’ebbrezza del rock! … ma alcuni ambienti giustamente sono più adeguati ad un impatto più delicato, che mette in evidenza tante e diverse sfumature vocali ed espressive.

4) C’è un brano, un evento o una collaborazione a cui siete maggiormente legati? Raccontateci perché;

Perry: Ne potrei elencare più di uno, ma al momento sono talmente concentrato su questo progetto che fatico a ricordarli e soprattutto il presente è ancora una forte emozione legata ai brani dell’Abisso. Il perché è molto semplice, come dicevo l’Abisso mi ha permesso di scrivere un concept che è sempre stata la mia aspirazione. Elisabetta: sicuramente il brano ‘Visione’ (che potete ascoltare in versione acustica). Questa canzone è stata composta da Perry immediatamente dopo aver letto il mio romanzo, che è scaturito esso stesso da una visione praticamente. La musica riesce a rendere perfettamente l’ambiguo intreccio tra l’allucinazione, la paura e il fascino che permeano queste esperienze; il testo stesso è forte d’impatto, arricchito anche da un coro nel ritornello che unisce un tema cromatico ad un altro a salti. Penso che questo brano realizzi molto bene il concetto di ‘recitar cantando’ caro agli antichi operisti, ma lo fa in un linguaggio moderno, alla portata di tutti, e questa analogia penso sia un importante aspetto di ciò che proponiamo perché l’opera in Italia non può e non deve scomparire.

5) Come nascono le vostre canzoni?

Perry: Inizia come un ronzio nella testa, a volte è un ritmo, a volte una melodia o un armonia oppure anche tutto insieme. Quando succede è meglio essere vicino a un piano, altrimenti poi mi passa e la perdo. Cerco di suonare quello che mi è passato per la testa e di dare un primo volto alla composizione. Poi cerco di dargli un carattere che la contraddistingua e se lo trovo faccio ruotare il tutto intorno a questo particolare. Ci sono vari modi di arrangiare la musica e pian piano monto il tutto finché non mi soddisfa. Capita anche di arrivare a prendere tutto e cestinare! Elisabetta: io in genere mi trovo a dare il mio contributo in un secondo momento. Per me è importante partire da un tema, un suono, … un concetto. Se non devo seguire un argomento specifico (come invece ci siamo trovati a fare nell’opera rock) ascolto profondamente la musica e mi lascio trascinare… è lei a suggerirmi il tema di cui parlare e l’emozione che ne deve scaturire. Mentre con il tema basta immaginare la scena con la musica e le parole diventano una conseguenza logica, un sottotitolo. Con Perry c’è molta confidenza, perciò capita che mi bocci dei versi come io gli stronchi dei temi, ma tutto questo fa parte del processo di miglioramento ed è una vera risorsa che permette di filtrare da subito ciò che non è funzionale.

6) Con chi vi piacerebbe collaborare?

Perry: Collaboro già con chi mi piace. Scherzi a parte un artista italiano che ammiro è Franco Battiato. Elisabetta: anche io sottoscrivo le parole di Perry: mi sento onoratissima di poter suonare insieme ai membri della nostra band: Marcello Monti (interprete del druido Vessagh), Sofia Mazza (interprete della consigliera Luned), Perry ovviamente, Maurizio Melotti (che con orgoglio ritengo il mio chitarrista storico), Eleonora Moriarty Daolio (chitarrista), Riccardo Kalatrava Bighi (bassista), Marco Pozzi (batterista) e il fonico Andrea Dondi. Se però posso permettermi di sognare.. tra gli artisti italiani vorrei collaborare con Antonella Ruggiero e Cristina Donà, mentre riguardo all’estero… Andrew Lloyd Webber, Tuomas Holopainen, Anna-Maria Hefele e il grandissimo Leonard Bernstein.

7) Quali sono i vostri progetti musicali per il futuro?

Perry: Al momento sono e siamo molto presi con l’Abisso, per le registrazioni, lo studio con alcuni nuovi componenti che devono inevitabilmente prendere confidenza con brani inediti, quindi non faccio molto altro. Poi c’è il covid che tutti conosciamo. Voglio, comunque, divertirmi suonando e componendo, ma soprattutto portare l’Abisso in ogni luogo e specialmente nei teatri. Elisabetta: io ho alcune cose in movimento nella lirica, ma per quanto riguarda l’”Abisso” mi auguro che questo periodo ci permetta di mettere le giuste basi per farlo conoscere e poterlo proporre e promuovere dovunque. Il libro sta ottenendo ottime recensioni e credo che la multimedialità di questo progetto sia particolarmente moderna e interessante. Stiamo anche facendo un audiolibro con i temi musicali dell’opera-rock. La priorità assoluta va però ai concerti e alle rappresentazioni,seguita dall’incisione dell’intera tracklist, parlo a nome di tutti dicendo che prima di tutto siamo animali da palcoscenico. 

Chiudiamo l’intervista con l’ultima domanda, che vuole essere legna da ardere per sogni :

8)Qual è l’ottava nota che vorreste mettere nel pentagramma della vostra vita? ( si accettano anche risposte assurde, esagerate pure… )

Perry: Il premio Oscar. Elisabetta: sarò un po’ banale ma devo rispondere ‘l’amore’. Alla fine tutta l’Arte ci avvicina a qualcosa di più grande, ci mostra un’Umanità molto migliore… ci ispira all’amore: per noi stessi e perciò anche per gli altri.

                            Ascoltiamo " Addio "

CONTATTI :

Youtube channel : 

https://www.youtube.com/channel/UCn6QtsQ4-Hce_AfA_dZDCRg

Facebook :

https://www.facebook.com/oltrelabisso/

 

L'Ottava Nota Music Italia

   19 Novembre 2020