L'OTTAVA NOTA

MUSIC ITALIA

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GIANLUCA AMORE

TORNA CON “MASOCHIST”,

UN INNO ALL’AMORE LIBERO

GIANLUCA AMORE "Masochist"

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali “Masochist”, il nuovo singolo di Gianluca Amore (Red Owl/Visory Records), un artista che, con la sua voce potente e la sua timbrica raffinata e facilmente riconoscibile, riesce a toccare le corde dell’animo, emozionando gli ascoltatori, anche grazie a testi minuziosamente curati e sonorità accattivanti, fresche e contemporanee.

“Masochist” racconta, in maniera ironica, la fine di una relazione vissuta dal punto di vista di chi lascia ed uno stato mentale-emotivo che ci porta ad essere attratti da qualcuno, o da qualcosa, che ci fa soffrire, ma nonostante ciò, ci fa sentire vivi.

Il protagonista si sente finalmente libero di fare ciò che vuole, pur provando dolore e sofferenza, perché consapevole di essere innamorato non tanto dell’altro, ma dell’idea di venire avvolto da un turbinio di passione che però, porta solo a malessere e sensi di colpa.

Un brano che con ironica intelligenza punta il focus sulle relazioni deleterie, su quei legami affettivi, non soltanto di coppia, che portano uno dei due partner ad essere dominante e, l’altro, di conseguenza, dominato.

Il testo, impetuoso e ricco di sfumature, si posa su una produzione trascinante, tutta da ballare, trasponendo così in musica il significato dirompente del pezzo e la contrapposizione tra dolore ed energia vitale, un’energia sì malata ed autolesionista, ma pur sempre scintilla, fiamma di un fuoco che arde nel cuore, che torna così a battere a pieno ritmo. La voce di Gianluca, tra le più vigorose ma al tempo stesso ricercate della nuova scena cantautorale italiana, arricchisce il singolo di classe, energia e sentimento, dando vita ad un inno liberatorio, una canzone manifesto per tutti coloro che scelgono, liberamente, di vivere un amore controcorrente, lontani dai giudizi degli altri.

INTERVISTA :

1) Chi è Gianluca Amore ? Per quanto ti riguarda, c’è differenza tra la persona e l’artista?

Gianluca Amore è un ragazzo di 31 anni che vive di musica, di sogni, di note, di passione. La persona è quella che si confronta con la vita di tutti i giorni, con le proprie paure e insicurezze, come tutti. L'artista, per quanto mi riguarda, quando sale sul palco o si mette a cantare di fronte a qualcuno, diventa arte, passione e ogni insicurezza svanisce: non per presunzione, ma perchè è assolutamente centrato in quello che ama fare.

2) Raccontaci brevemente il tuo percorso musicale;

Da bambino, da quando avevo due anni, mi sono seduto di fronte alla tastierina Bontempi anni Ottanta di mia sorella, e da lì non mi sono mai sganciato dalla musica. A 19 anni questa attitudine si è trasformata in vera passione, entrando come corista e solista nei Summertime Choir di Padova calcando palchi prestigiosi e trasmissioni tv. Da lì inizio a studiare canto, a perfezionarmi sempre di più, divento insegnante di canto e dal 2016 inizio a vivere solo di musica, dilettandomi tra didattica musicale, musicoterapia e attività di cantante, inaugurando una piccola carriera concertistica da cantante soul-ista. Ultima ma non ultima la mia passione per la composizione musicale, da 16 anni canto e scrivo le mie emozioni. Ed ora eccomi qui a promuovere il mio primo singolo.

3) Parlaci del tuo ultimo lavoro discografico;

Lo scorso 20 novembre è uscito il mio primo singolo, intitolato “Masochist”, scritto testo e musica da me. La canzone è inserita all'interno di un progetto più ampio, un album di dieci tracce, 9 inediti e una cover, tutto scritto e composto da me, con la collaborazione di musicisti, arrangiatori, fonici, fotografi e artisti più che preziosi. Il pezzo, musicalmente, strizza l'occhio a pop anni 90 nella ritmica, al soul nel cantato, e, perchè no, al gospel nei cori. L'arrangiamento è di Andrea Gallo, giovane producer di Padova, e mio, il mix e il mastering di Luca Panebianco, e in questo brano ci sono sia interventi dei miei musicisti (Francesco Valandro alla testiere, Alberto Zuanon al basso) sia la chitarra meravigliosa di un artista conosciuto a distanza durante il lockdown, Santino Elia.

4) C’è un brano, un evento o una collaborazione a cui sei maggiormente legato? Raccontaci perché;

Credo che per ogni autore e cantautore, ogni brano sia come un figlio, quindi dover scegliere è senz'altro difficile. Ma si, c'è un brano, tra quelli dell'album, a cui sono particolarmente legato perchè parla dei miei 16 anni, e certe sensazioni ed emozioni provate durante l'adolescenza sono talmente forti e devastanti, che è praticamente impossibile riviverle con la stessa intensità. Che dire, un brano che non vedo l'ora di farvi ascoltare.

5) Come nascono le tue canzoni?

Spesso al pianoforte, strimpellando in libertà Ma molte volte, dal nulla, arriva una folgorazione: un' idea, una frase melodica, una cellula ritmica che si insinua nella testa e ti dice “scrivimi”. In quel momento non è importante che io sia a casa o in aeroporto, devo registrare quell'idea. Solitamente, nel mio processo creativo, arriva prima la musica e, insieme a lei, il significato generale di quello che voglio dire. Quindi poi arriva il testo, o in italiano o in inglese. E quando succede tutto questo, la giornata si illumina. Una volta mi è venuta l'ispirazione... in aereo! E quindi, sottovoce, ho preso il registratore vocale e ho sussurrato le note e le parole. Il viaggiatore accanto a me era in effetti un po' perplesso....

6) Con chi ti piacerebbe collaborare?

Domanda da un lato difficile, dall'altro molto semplice. Se si parla di cantanti e posso osare, dico Andrea Faustini, Marco Mengoni, Giorgia. Certo, anche un duettino con Steve Wonder non mi dispiacerebbe!

7) Quali sono i tuoi progetti musicali per il futuro?

Dopo la diffusione e distribuzione di Masochist, non vedo l'ora di pubblicare l'album e sopratutto di poterlo fare dal vivo, tornando sul palco.

Chiudiamo l’intervista con l’ultima domanda, che vuole essere legna da ardere per sogni :

8) Qual è l’ottava nota che vorresti mettere nel pentagramma della tua vita? ( si accettano anche risposte assurde, esagera pure… )

La durata della mia ottava nota sarebbe infinita. E questa nota, risuonerebbe ad una frequenza al centro della mia tessitura, e senza dire niente, il suo suono rappresenterebbe la passione, il fuoco per la musica, per l'arte, per la vita. Quella nota durerebbe per sempre, nonostante tutto e tutti, una nota salvifica, che rappresenta, in fondo, l'amore incondizionato. Ho esagerato?

Ascoltiamo "MASOCHIST"