L'OTTAVA NOTA

MUSIC ITALIA

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PAOLO CARONE

E' fuori il singolo

"Close to me"

PAOLO CARONE "Close to me"

CLOSE TO ME parla di tanti aspetti dell’amore tra due persone attraverso la storia di due amanti che sono costretti a dividersi. Questo amore impossibile tormenta il sonno del protagonista che, seppur consapevole dell’inutilità del gesto, cerca costantemente la persona che vorrebbe accanto a sè, accettandone gli aspetti positivi e negativi. Questo amore diviso è impossibile da coltivare senza il completo disfacimento delle vite sociali di entrambi gli amanti, ma forse vale la pena rischiare tutto per poter vivere queste intense emozioni, forse vale la pena vivere cercando la persona che ami anche sapendo che è difficile. Forse si.

BIO del brano:

"Una canzone semplicissima, scritta di getto nella notte, scritta di nascosto. Non volevo svegliare mia moglie e mia figlia di 4 anni e questo, forse, ha influito un pò sul tipo di brano da scrivere. Non avevo mai scritto d’amore e forse l’utilizzo della lingua inglese è servito a mascherare il mio imbarazzo nel farlo. Volevo che la produzione fosse semplice, basica, volevo che l’ascolto del testo fosse chiaro al destinatario e tutti gli strumenti si comportano bene, facendo passare il messaggio e l’emozione.

L’uso dei sintetizzatori ed i tappeti sonori servono a delineare i muri di una stanza sonora in cui si racconta questa storia senza fine, gli elementi ritmici sono affidati ad una chitarra muta che esegue un controtempo preciso e lo fonde con un quasi impercettibile contrappunto. Maracas sintetizzate in stile anni ‘80 e piatti sintetizzati trasformano il brano in una favola cantata, una favola di cui non si conosce la fine perchè sarà l’ascoltatore a creare, nella sua mente, l’epilogo della vicenda. In ogni lavoro che faccio inserisco sempre un omaggio sonoro a Battiato, mio grande ispiratore da sempre. In CLOSE TO ME però ho voluto consegnare alla metrica del testo un rigore inaudito, ogni sillaba al proprio posto senza alcuna aritmia o forzatura".

BIOGRAFIA :

PAOLO CARONE – Cantautore, compositore polistrumentista, maestro di pianoforte.

Nasce a Cisternino il 23 febbraio del 1981; colore preferito: BLU. All’età di 6 anni inizia da privatista gli studi musicali in pianoforte e li termina nel 1997, sotto la guida dei Maestri Annamaria Carrieri e Franco Zecchino. Grazie alla guida di quest’ultimo, durante tutta l’adolescenza ha una fitta produzione artistica sotto il profilo musicale e letterario - per lo più rimasta sconosciuta al pubblico - diviene polistrumentista grazie agli studi di chitarra, canto e percussioni.

I primi anni universitari sono i più prolifici in cui compone oltre 50 brani di musica leggera, blues e rock. Nel 2008 conosce Damiano Iurlaro, artista e pittore di indiscusso talento che segna profondamente la sua sensibilità e produzione artistica, avvicinandolo anche alla pittura figurativa. Da quel momento comprende che l’arte ha il potere di affrontare temi complessi attraverso un codice semplice.

Dal 2010 al 2015 insegna canto corale presso L’Università Popolare Oritana Uni3, affacciandosi anche al mondo della musica popolare che approfondisce anche sotto il profilo storico con un intenso periodo di ricerca. Questa esperienza lo sensibilizza molto verso le problematiche sociali legate alla terza età. In questo periodo scrive anche prose e commedie divertenti che vengono interpretate dai suoi studenti.

Nel 2015 si specializza nella musica blues e charleston, partecipando a diversi masterclass e corsi di aggiornamento: il più importante con l’artista, attore e musicista britannico Hugh Laurie che lo avvicina sempre di più al mondo della musica popolare americana degli anni ‘30. Sempre nel 2015 viene chiamato ad insegnare pianoforte presso la scuola di musica 33 Art, con cui interrompe bruscamente i rapporti nel 2019. Nello stesso anno inizia ad insegnare privatamente ed il suo corso è tutt’oggi particolarmente incentrato sulle tecniche di composizione ed improvvisazione, oltre che su una maniacale preparazione tecnica.

Fino al novembre 2019 I suoi brani inediti (ad oggi 128) sono sempre rimasti sconosciuti al pubblico, se non in qualche piccola esibizione dal vivo e qualche pubblicazione su social network specializzati come Soundcloud.

Nel novembre 2019 si trova a Milano, dove partecipa a delle audizioni per compositori indipendenti ed incontra Amedeo Bianchi e Stefano Caso che lo aiutano ad entrare nel mercato della musica d’autore: “Avrei dovuto incontrarti vent’anni fa” gli disse S. Caso, dopo averlo ascoltato al piano. Da quell’incontro nasce “39” il suo primo album che offre all’ascoltatore un bouquet di sfumature: il pop elettronico spirituale (costante omaggio a Franco Battiato), il rock americano degli anni ‘80-’90, il cantautorato italiano, il blues di Johnny Cash e Hugh Laurie. I brani più rappresentativi dell’album sono “Le Congiunzioni”, composta insieme al suo anziano maestro, ed “Enzo”, dedicata al suo compagno di università tragicamente scomparso nel 2017 per suicidio. Di quest’album fa parte il brano “Io ci sono” che viene inserito nelle programmazioni radiofoniche con un discreto successo.

Il 30 ottobre 2020 esce il suo primo singolo “GOOD BOY”, in lingua inglese, un brano controverso che suscita polemiche in quanto descrive i preparativi di un omicidio per vendetta.

INTERVISTA :

1) Chi è “ Paolo Carone “ ? Per quanto ti riguarda, c’è differenza tra la persona e l’artista?

Paolo Carone é una persona tormentata, preda dell’ansia, che fa i conti con tutte le problematiche umane e trasferisce i propri stati d’animo sul pentagramma. Non esiste alcuna differenza tra la persona e l’artista: tutto ció che si ascolta rappresenta uno spaccato della mia vita reale, inclusi i sogni, i timori e le passioni.

2) Raccontaci brevemente il tuo percorso musicale;

Inizio a studiare il pianoforte da piccolissimo ed arrivo a terminare gli studi in conservatorio. Devo moltissimo ai miei maestri Annamaria Carrieri e Franco Zecchino: la prima si impone con un maniacale perfezionismo tecnico (e la ringrazio), il secondo mi fa scoprire le meraviglie della musica non come sistema, ma come arte e mi spalanca le porte della composizione: dalla musica leggera alla musica sinfonica. Gli devo moltissimo perché da Zecchino partono gli stimoli a comporre ed inventare sempre, senza mai riprodurre asetticamente. Franco mi apre il mondo dell’armonia funzionale, ascolta le mie creazioni e le giudica in maniera spietata spingendomi verso un severo perfezionismo artistico che si coniuga con una purezza nella composizione; mai farsi ispirare, mai prendere spunto da altri: iniziare sempre da zero. Il percorso artistico si arricchisce anche quando inizio a frequentare sporadicamente la bottega di un noto pittore locale: Damiano Iurlaro. Da lui apprendo che l’arte é anche visiva, visione, interpretazione del mondo reale, che é artigiana e che per fare le cose per bene hai bisogno di esperienza. Mi manca molto. L’ultima leva che mantiene in piedi il mio percorso artistico é l’insegnamento: i ragazzi a cui insegno mi danno moltissimo, tengo molto in considerazione le loro impressioni e faccio loro ascoltare i miei inediti. Sanno che devono essere spietati nell’esprimere il loro giudizio. Inutile dire che li amo molto e quando entrano nel mio laboratorio musicale mi fanno stare bene.

3) Parlaci del tuo ultimo lavoro discografico;

CLOSE TO ME é un brano scritto di getto, scritto di nascosto, nottetempo. É anche il primo brano che parla d’amore e - come genere - si ispira agli anni ‘80 di Franco Battiato. Scrivo sia in inglese che in italiano ma in questo caso avevo bisogno di un testo molto emozionante, che prendesse il cuore con termini semplici e periodi semantici brevi, ecco perché ho scelto l’inglese. Oltre a questo l’inglese consente di utilizzare una struttura metrica piú precisa ed io su questo sono piuttosto fissato. CLOSE TO ME racconta di due amanti costretti ad essere lontani in continua ricerca l’uno dell’altra, anche se razionalmente questa ricerca sembrerebbe inutile.

4) C’è un brano, un evento o una collaborazione a cui sei maggiormente legato? Raccontaci perché;

Si, si chiama L’ODORE DELLE CASE ANTICHE ed é scritto in italiano. Parla della sensazione che si prova entrando nelle vecchie case pugliesi, quelle delle nonne, ed ha precisi riferimenti alla mia infanzia ed allo splendido rapporto che avevo con mia nonna Francesca e le mie due zie zitelle Olga e Rosaria. Il brano descrive ció che mi accade quando passo in un posto della mia infanzia: inizio a vivere un flashback molto realistico e sconvolgente che puó durare delle ore; solitamente é mia moglie che mi riporta alla realtá, con mio grande disappunto.

5) Come nascono le tue canzoni?

Io sento tutto il brano completo nella mia testa e questa cosa avviene in maniera repentina e scioccante, nei momenti piú disparati. Non avendo buona memoria, sono costretto a correre nello studio a registrare prima di perdere tutto quanto in modo irrimediabile.

6) Con chi ti piacerebbe collaborare?

Ho tantissime collaborazioni e, prima del lockdown, suonavo moltissimo nei live. Prediligo sempre gli artisti indipendenti perché sono piú liberi. amo anche intrecciare arti diverse: ho un progetto teatrale che amo molto con l’attore Giuseppe Vitale che stavamo portando in giro per teatri. Un artista con cui vorrei tanto suonare é Franco Battiato, ma il vero sogno é quello di organizzare un concerto in cui intervengano tanti artisti indipendenti.

7) Quali sono i tuoi progetti musicali per il futuro?

Voglio pubblicare quanta piú musica possibile ed esibirmi nei live il piú possibile. Io adoro esibirmi sul palco e ad oggi ho scritto 147 canzoni. Vorrei realizzare questo grande concerto di musica indipendente appena sará possibile farlo.

Chiudiamo l’intervista con l’ultima domanda, che vuole essere legna da ardere per sogni :

8)Qual è l’ottava nota che vorresti mettere nel pentagramma della tua vita? ( si accettano anche risposte assurde, esagera pure… )

Vorrei che un giorno mia figlia Viola potesse vivere della propria arte facendo concerti mentre io piloto un’astronave facendo derapate intorno alla luna ascoltando RING OF FIRE del grande Johnny Cash.

Ascoltiamo "CLOSE TO ME"